La discarica, dopo tre anni di chiusura
forzata, era un disastro. C'era un lavoraccio da fare: eliminare le erbacce,
ripulire i rottami delle pale meccaniche e dei camion che erano stati bruciati
e, soprattutto, "far sparire" il percolato che si era accumulato
formando due laghi ai lati del terzo lotto.
Per portare avanti questi lavori, di
cui parleremo in dettaglio, si formò una cooperativa, la Opus Norba, dove furono assunti come soci una buona parte dei
ragazzi che avevano partecipato alla "contro-protesta". Il presidente
di questa cooperativa era Domenico Di
Mise. A me dettero il ruolo di consigliere insieme, tra gli altri, alla
figlia di Renato Margiotta, il
commercialista di fiducia dei fratelli Lombardi. Inoltre, mi inserirono nel
collegio amministrativo, di cui faceva parte anche Leonardo Totaro e sua sorella.
Questa cooperativa, come la maggior
parte delle successive, nasceva per evitare di "appesantire" la
Lombardi Ecologia nonché per ottenere una serie di vantaggi fiscali.
A tal
proposito è importante citare un accertamento della Guardia di Finanza,
compiuto il 3 agosto del 2004, su alcune delle cooperative ricollegabili alla
Lombardi Ecologia (Midi Service, Cieffe
Manutenzioni e Interlabor) in cui si registrano una serie di infrazioni
relative agli anni 1998 e 1999.
La
girandola delle cooperative
In seguito a controlli incrociati, le Fiamme Gialle accertano che queste cooperative sono risultate «irreperibili
nelle sedi dichiarate». Nel caso specifico della MIDI Service srl, direttamente riconducibile a Domenico Di Mise, si appura che «non aveva sede ma un semplice recapito postale» e una nota della
Direzione Provinciale del Lavoro costata che «l'effettiva sede operativa della MIDI Service è sita presso la Lombardi
Ecologia». Si aggiunga che «il
Presidente del Consiglio di Amministrazione non ha mai partecipato ad assemblee»
e il suo «unico contatto fisico con i
membri della cooperativa è stato quello con il commercialista della stessa, Margiotta».
Sempre nel verbale redatto dalla
Guardia di Finanza emerge che, dall'esame della documentazione prodotta per
conto della Interlabor, esiste una
palese discordanza tra i dati indicati nelle fatture in possesso di questa cooperativa
e i dati presenti nelle fatture in possesso della Lombardi Ecologia. Segno che l'impianto contabile della cooperativa è
stato «artatamente creato» e che
le fatture riscontrate in contabilità presso la Lombardi «sono state create a prescindere dai documenti formati presso la
cooperativa». Un dato affatto trascurabile se analizzato alla luce di
quanto scriverà l'Agenzia delle Entrate nel proprio ricorso: non si tratta di
stabilire se le cooperative abbiano una loro formale struttura; bensì di
valutare se «questa struttura e le
connesse operazioni commerciali» siano finalizzate al «perseguimento di illeciti vantaggi fiscali».
Ossia non importa tanto capire se
queste cooperative "esistano nella forma" ma se sussista «una
premeditata organizzazione diretta a realizzare forme di evasione fiscale di ingenti
dimensioni», tenuto conto che «numerosi
dipendenti hanno sostenuto di aver lavorato, in rapida e mutevole successione,
per le soc. Ecoservice, Midi Service, Cieffe ed Interlabor» e che Domenico Di Mise, sindaco effettivo e
responsabile dell'impiego degli operai dell'Interlabor presso le discariche, «era
onnipresente dal 1996 al 2001, nonostante il succedersi delle varie cooperative».
In conclusione, secondo l'Agenzia, «l'irreperibilità delle sedi delle
cooperative, l'inoperatività degli organi statutari, la girandola delle
sostituzioni, l'unitarietà della gestione, la coincidenza delle sedi operative
con quella dell'intimata (la Lombardi Ecologia), costituiscono elementi idonei a dimostrare gli artifici posti in essere
per decrementare il reddito con costi ed oneri che non hanno costituito oggetto
di tassazione per il soggetto percipiente (la Lombardi Ecologia)».
In altre parole, se affido alla
"cooperativa A" un determinato appalto o lavoro, il corrispettivo
maturato per quel lavoro non inciderà sul mio reddito e, dunque, non pagherò nessuna
tassa. D'altro canto la "cooperativa A" potrà beneficiare delle varie
detrazioni, contando su un regime fiscale molto più "fluido". Quindi
se prendessimo per vera la tesi di Finanza e Agenzia delle Entrate, secondo la
quale le varie cooperative e la Lombardi
Ecologia sono la stessa cosa, se ne dedurrebbe che l'azienda di Triggiano ha guadagnato due volte: non pagando le tasse
sul lavoro eseguito e percependo le detrazioni
fiscali su quello stesso lavoro.
Pubblicità
e Carburante
Altro elemento accertato dalla Guardia
di Finanza ha riguardato le «indebite
deduzioni» in merito al «conto pubblicità». In questo ultimo caso, oltre a
mancare la documentazione giustificativa di alcune sponsorizzazioni, si era
proceduto a dedurre 1/3 della spesa anziché 1/5 come da normativa. Inoltre, tra
le spese di pubblicità era finita anche una fattura da 380 milioni di lire
(della quale si erano dedotti circa 127 milioni di lire) concernente un costo
di riparazione, contabilizzata, tra l'altro, una seconda volta nel conto
manutenzione, come fattura da ricevere.
E la stessa Lombardi, sulla deduzione
delle spese di pubblicità nell'anno 1999 (circa 500milioni di lire), aveva
parzialmente riconosciuto «costi
erroneamente annotati per un ammontare di 380 milioni di lire».
Infine, oltre a contestare la deduzione
di alcuni costi di manutenzione e riparazione giacché si riferivano «in parte a manutenzioni e riparazioni
effettuate su beni non inseriti nel registro beni ammortizzabili, in parte a
beni non specificamente individuati, in parte a beni di proprietà di terzi,
tenuti in comodato gratuito, in parte a prestazioni individuate in modo
generico», si contestava di non aver
opportunamente documentato i costi di acquisto del carburante per
alimentare i mezzi impiegati per l'esercizio dell'impresa: «molte schede carburante erano prive dei dati
identificativi dell'automezzo, del numero dei kilometri percorsi a fine mese e
del numero dei kilometri finali», lasciando
presupporre un'artificiosa ricostruzioni postuma.
È doveroso chiudere ricordando che la sentenza di Cassazione, emessa in
data 21 ottobre 2010, ha rinviato la causa ad altra sezione della Commissione
Tributaria Regionale ed ha ritenuto di
accogliere solo tre dei dieci punti del ricorso presentato dall'Agenzia
delle Entrate: costi delle assicurazioni stipulate dalla contribuente a favore
dei propri soci e dipendenti, in sostituzione del trattamento di fine rapporto;
ripresa a tassazione del costo di L. 20. 000.000 per lavorazioni conto
terzi; costi carburante.
Di come si sia conclusa l'intera
vicenda, non ho notizia...
Scusate... Chi Delinque è Delinquente... ?
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