Il Delinquente

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sabato 11 gennaio 2014

La Riapertura: "Girandola di Cooperative"


La discarica, dopo tre anni di chiusura forzata, era un disastro. C'era un lavoraccio da fare: eliminare le erbacce, ripulire i rottami delle pale meccaniche e dei camion che erano stati bruciati e, soprattutto, "far sparire" il percolato che si era accumulato formando due laghi ai lati del terzo lotto.



Per portare avanti questi lavori, di cui parleremo in dettaglio, si formò una cooperativa, la Opus Norba, dove furono assunti come soci una buona parte dei ragazzi che avevano partecipato alla "contro-protesta". Il presidente di questa cooperativa era Domenico Di Mise. A me dettero il ruolo di consigliere insieme, tra gli altri, alla figlia di Renato Margiotta, il commercialista di fiducia dei fratelli Lombardi. Inoltre, mi inserirono nel collegio amministrativo, di cui faceva parte anche Leonardo Totaro e sua sorella. 

Questa cooperativa, come la maggior parte delle successive, nasceva per evitare di "appesantire" la Lombardi Ecologia nonché per ottenere una serie di vantaggi fiscali. 

A tal proposito è importante citare un accertamento della Guardia di Finanza, compiuto il 3 agosto del 2004, su alcune delle cooperative ricollegabili alla Lombardi Ecologia (Midi Service, Cieffe Manutenzioni e Interlabor) in cui si registrano una serie di infrazioni relative agli anni 1998 e 1999.



La girandola delle cooperative

In seguito a controlli incrociati, le Fiamme Gialle accertano che queste cooperative sono risultate «irreperibili nelle sedi dichiarate». Nel caso specifico della MIDI Service srl, direttamente riconducibile a Domenico Di Mise, si appura che «non aveva sede ma un semplice recapito postale» e una nota della Direzione Provinciale del Lavoro costata che «l'effettiva sede operativa della MIDI Service è sita presso la Lombardi Ecologia». Si aggiunga che «il Presidente del Consiglio di Amministrazione non ha mai partecipato ad assemblee» e il suo «unico contatto fisico con i membri della cooperativa è stato quello con il commercialista della stessa, Margiotta».

Sempre nel verbale redatto dalla Guardia di Finanza emerge che, dall'esame della documentazione prodotta per conto della Interlabor, esiste una palese discordanza tra i dati indicati nelle fatture in possesso di questa cooperativa e i dati presenti nelle fatture in possesso della Lombardi Ecologia. Segno che l'impianto contabile della cooperativa è stato «artatamente creato» e che le fatture riscontrate in contabilità presso la Lombardi «sono state create a prescindere dai documenti formati presso la cooperativa». Un dato affatto trascurabile se analizzato alla luce di quanto scriverà l'Agenzia delle Entrate nel proprio ricorso: non si tratta di stabilire se le cooperative abbiano una loro formale struttura; bensì di valutare se «questa struttura e le connesse operazioni commerciali» siano finalizzate al «perseguimento di illeciti vantaggi fiscali».

Ossia non importa tanto capire se queste cooperative "esistano nella forma" ma se sussista  «una premeditata organizzazione diretta a realizzare forme di evasione fiscale di ingenti dimensioni», tenuto conto che «numerosi dipendenti hanno sostenuto di aver lavorato, in rapida e mutevole successione, per le soc. Ecoservice, Midi Service, Cieffe ed Interlabor» e che Domenico Di Mise, sindaco effettivo e responsabile dell'impiego degli operai dell'Interlabor presso le discariche, «era onnipresente dal 1996 al 2001, nonostante il succedersi delle varie cooperative».

In conclusione, secondo l'Agenzia, «l'irreperibilità delle sedi delle cooperative, l'inoperatività degli organi statutari, la girandola delle sostituzioni, l'unitarietà della gestione, la coincidenza delle sedi operative con quella dell'intimata (la Lombardi Ecologia), costituiscono elementi idonei a dimostrare gli artifici posti in essere per decrementare il reddito con costi ed oneri che non hanno costituito oggetto di tassazione per il soggetto percipiente (la Lombardi Ecologia)».

In altre parole, se affido alla "cooperativa A" un determinato appalto o lavoro, il corrispettivo maturato per quel lavoro non inciderà sul mio reddito e, dunque, non pagherò nessuna tassa. D'altro canto la "cooperativa A" potrà beneficiare delle varie detrazioni, contando su un regime fiscale molto più "fluido". Quindi se prendessimo per vera la tesi di Finanza e Agenzia delle Entrate, secondo la quale  le varie cooperative e la Lombardi Ecologia sono la stessa cosa, se ne dedurrebbe che l'azienda di Triggiano ha guadagnato due volte: non pagando le tasse sul lavoro eseguito e percependo  le detrazioni fiscali su quello stesso lavoro.



Pubblicità e Carburante

Altro elemento accertato dalla Guardia di Finanza ha riguardato le «indebite deduzioni» in merito al «conto pubblicità». In questo ultimo caso, oltre a mancare la documentazione giustificativa di alcune sponsorizzazioni, si era proceduto a dedurre 1/3 della spesa anziché 1/5 come da normativa. Inoltre, tra le spese di pubblicità era finita anche una fattura da 380 milioni di lire (della quale si erano dedotti circa 127 milioni di lire) concernente un costo di riparazione, contabilizzata, tra l'altro, una seconda volta nel conto manutenzione, come fattura da ricevere.

E la stessa Lombardi, sulla deduzione delle spese di pubblicità nell'anno 1999 (circa 500milioni di lire), aveva parzialmente riconosciuto «costi erroneamente annotati per un ammontare di 380 milioni di lire».

Infine, oltre a contestare la deduzione di alcuni costi di manutenzione e riparazione giacché si riferivano «in parte a manutenzioni e riparazioni effettuate su beni non inseriti nel registro beni ammortizzabili, in parte a beni non specificamente individuati, in parte a beni di proprietà di terzi, tenuti in comodato gratuito, in parte a prestazioni individuate in modo generico», si contestava di non aver opportunamente documentato i costi di acquisto del carburante per alimentare i mezzi impiegati per l'esercizio dell'impresa: «molte schede carburante erano prive dei dati identificativi dell'automezzo, del numero dei kilometri percorsi a fine mese e del numero dei kilometri finali», lasciando presupporre un'artificiosa ricostruzioni postuma.


È doveroso chiudere ricordando che la sentenza di Cassazione, emessa in data 21 ottobre 2010, ha rinviato la causa ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale ed ha ritenuto di accogliere solo tre dei dieci punti del ricorso presentato dall'Agenzia delle Entrate: costi delle assicurazioni stipulate dalla contribuente a favore dei propri soci e dipendenti, in sostituzione del trattamento di fine rapporto; ripresa a tassazione del costo di L. 20. 000.000 per lavorazioni conto terzi;  costi carburante.


Di come si sia conclusa l'intera vicenda, non ho notizia... 




Scusate... Chi Delinque è Delinquente... ?

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