Il Delinquente

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sabato 25 gennaio 2014

1996: La Denuncia alle Istituzioni

Verso il maggio del 1996 la discarica fu temporaneamente chiusa, in quanto si era conclusa la sagomatura del primo lotto. Fiducioso che l'amministrazione guidata da Vitantonio Bonasora avesse serie intenzioni di opporsi alla Lombardi, mi recai in Comune e chiesi di parlare con il sindaco.

Il primo cittadino mi ricevette ed iniziai a raccontare tutto quello che accadeva in discarica, fin quando il sindaco non mi interruppe chiedendomi di proseguire alla presenza della sua giunta. Una volta arrivati i vari assessori, tra cui ricordo l'assessore all'ambiente Francesco Paolo Fanizzi e l'assessore all'urbanistica Gian Luigi Rotunno, ricominciai a parlare. Spiegai come veniva smaltito il percolato, come centinaia di tonnellate di rifiuti pericolosi erano state seppellite in quella discarica e delle infinite connivenze che la Lombardi Ecologia era riuscita a costruire nel tempo.

Alla fine, il sindaco Bonasora mi disse di non essere affatto sorpreso dalla cattiva gestione del percolato: alcuni contadini, che avevano i propri terreni in c.da Martucci, gli avevano consegnato tre bottigliette di percolato che fuoriusciva dai tubi di irrigazione. Ad ogni modo, si impegnava a portare avanti la battaglia e io, per parte mia, quando mi venne chiesto se ero pronto a dare una copia della cassetta, senza pensarci due volte, detti la piena disponibilità.

Ed invece, qualcuno incurante della pericolosità della situazione, decise di riferire quello che aveva ascoltato a persone vicine ai fratelli Lombardi. Immancabilmente, dopo qualche giorno, Leonardo Totaro mi dette appuntamento in un bar e qui mi comunicò il mio definitivo licenziamento. La ragione? Avevo parlato troppo riferendo i «fatti di casa nostra in Comune. Non lo sai che lì abbiamo molti amici?».

Ciò che più mi atterrì non fu tanto il licenziamento quanto il fatto di essere stato tradito da chi aveva il dovere di proteggere me e tutti gli altri cittadini.

Rifiutai quel licenziamento e liquidai Totaro. Qualche giorno dopo, la Lombardi Ecologia organizzò una specie di manifestazione davanti al Comune per sostenere le ragioni della riapertura della discarica. Mi trovai a passare per altre ragioni e fui avvicinato da Domenico Di Mise, che iniziò a rimproverarmi per essermi permesso di denunciare tutto al Sindaco. Non feci in tempo a rispondergli che mi sentì chiamare. Giratomi, riconobbi un affiliato del clan Parisi accompagnato da un'altro esponente conversanese. Mi imposero di seguirli e, raggiunto un posto isolato, mi intimarono di smettere di "infamare quella gente" perché erano loro "amici", di accettare senza tante storie il licenziamento e di consegnare la videocassetta alla Lombardi.

Da quel giorno, per diciassette anni ho dovuto ingoiare cattiverie e provocazioni che ancora oggi è difficile dimenticare. Ho portato sulla coscienza il peso di tutto quello che sapevo e che nessuno voleva ascoltare, perché era la verità di un "delinquente" e perché bisognava prima capire "quali erano gli equilibri politici". Ho dovuto restare in silenzio per proteggere la mia famiglia dalla malavita barese e dai suoi aguzzini.

Ora che sono solo e non ho nessun timore che qualcuno decida di venire a "chiudermi la bocca", mi impegno a condividere con tutti voi la prova visiva di quello che finora avete avuto la pazienza di leggere.

Spero che, almeno voi, vorrete farne "buon uso" ... 

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