Geremia
e i mille mercanti
Ignorando la funesta profezia
che sbarrava loro via
Mister bis e 'l prode scudiero
continuaron nel Limbo a piè leggero.
Quand'ecco che dietro una pila di carte sonanti
trovaron Geremia e i mille mercanti.
Dal due volte primo interrogati
essi preser a favellar annoiati.
«Della serpe cantammo
gloria
e le tante imprese di
vittoria:
quando la Real
regnava
nessun a sproposito
parlava
e la città di servi
muti abbondava.
Poi venne il tempo
dell'ecologico
sentimento.
Le campane iniziarono
a suonare
veritiere come il
pane
e non si potea più
ignorare
chi la verità andava
a scavare.
Divenimmo così degli
angelici cori
amorevoli protettori
regalando primizie, mari
e monti
dalla sponda di
Lipari colti.
Dovunque c'era oro da
trovare,
noi eravamo pronti a
scavare.
E ogni forza
decidemmo di utilizzare
per insignir del
verde onore
della verità il primo
portatore.
Quanti drammi e
quanti danni!
C'era da lavorar per
anni!
Se non fosse per il
dì della rovina
caduta quale nemesi
divina:
un delinquente altra
strofa intonò
ma non dinanzi a noi
si inginocchiò.
Scelse altere modeste
carte,
senz'arte né parte.
Dall'oscure colonne
professava
la storia di Pandora
e mala.
"Untor di tempo
antico" appellava
i signori della cava,
ma nessun orecchio
ascoltava
ed ancor oggi sua
favella,
nella giustizia resta
cella.
Sussurrava come la
conca amata,
un tempo d'oro
lustrata,
s'era di morte
macchiata
ché lo sterco del
diavol l'avea sporcata.
Ei facea sniffar all'intero
regno
di qual tanfo era pregno,
tanto da non esser
degno
di lasciar ai posteri
orma o segno.
Da fandonie e
meschina onta
ci difendemmo con man
pronta
svelando il nome del
delinquente,
venditor di fumo
impertinente.
E ci fu costo della
real serpe il tutore
− per pura sorte
onorevole ambasciatore −
che tacciò di estorsore
chi osò disturbar senza
pudore
il santo lombardo
imperatore.
E pur altro onorevole
soldato,
di più di quattro cieli rigato,
ai bugiardi non dava
spago
e si dedicava a più sicuro
svago.
Di informator ne
aveva a iosa
e cianciavan senza
posa:
sapeva che quel
delinquente
− mai in faccia visto
veramente −
vendeva solo fumo
e
non della gloria il profumo.
Nonostante
nostra buona ragione,
e i
tanti fanti tenuti a magione
e
'l nostro eccellente calamaio
non
abbiam scampato il guaio.
Ordunque
se da noi vuoi risposta
alla
domanda che nel cor hai nascosta
possiamo
sol vaticinare
che
se la Serpe vorrai aiutare
ti
dovrai ancor più sporcare».
Mister bis preso quest'ultimo abbaglio
ormai sconfortato e allo sbaraglio
esclamò: «Andiam via
da questo lido,
ché offre né ristoro né
caldo nido».
Scusate... Chi Delinque è Delinquente... ?
Nessun commento:
Posta un commento