Il Delinquente

Il Delinquente

martedì 21 gennaio 2014

La Divina Commedia Conversanese

"Sommersi e Salvati"

«Altri lidi convien trovare,
forse all'averno dobbiam tornare.
Di verità abbiam fame
e a chi più speranza non cale
è meglio ragion domandare».


Questo Mister Bis pensava
mentre il cammino continuava
e col suo prode scudiero
ritornava indietro nel sentiero.
Ma dell'averno guscio
trovò serrato l'uscio,
ed una scritta, nera come pece,
tremar lo fece:
«L'oltreregno non perdona mancanza
a chi ha mangiato sua pietanza»

Il due volte primo in terra riscese
co'l dilemma ancor alle prese:
«Novo mi ritrovo alla fin di questa gita 
nel mezzo di cammin di mia vita
che la dritta via è smarrita,
e non so cosa proporre alle folle
per non render lo scettro molle.
Ai lombardi natii devo pagar coscienza
eppur non trovo giusta scienza!
Intrepido rigiro e insisto
ché non posso perder alloro e mirto.

Ho battuto ogni strada
−non dimenticando neanche la contrada −
pur di placar il vento
che dall'averno mi da tormento.
Ho accolto l'agnellino caro alla pecorella,
che la mia campagna fece bella.
Più volte ho mostrato grazia e perdono
a chi ha agito con dolo.

Se'l tendon veniva sacrificato
ho detto ch'era solo venial peccato;
se fiamme e fuoco dilagavan
sui mercanti che non pagavan,
ho detto ch'era grazia del cielo
che evitava loro il gelo.

Non mi vien intendimento
di altro esperimento
per onorare la promessa.
È tempo di abbandonar la ressa
ad ogni scommessa rinunciar
e sacrificar 'l capo sull'altar»

Del due volte primo gli sforzi immani
non son sprecati o vani:
il venti e otto con gran sorpresa
il lombardo genio si palesa
e le carte son firmate nel Comune teatrino
per dar al regno Ristoro e zuccherino.

Così salvato, il due volte primo
può continuare a ingannar ogni cittadino
ed il pezzo di storia deviato,
che di corregger s'è dimenticato,
va in men che non si dica annullato:
con silenzio e oblio va colpito
il delinquente impunito,
e che di questa divin storia
non s'abbia né fama né memoria.


Scusate...Chi Delinque è Delinquente...?


È tempo di smettere di giocare con i versi. Si avvicina il momento dei bilanci. Un bilancio che non può non iniziare dalla conta degli amici che si sono spenti, punti e torturati dalla serpe strisciante, che continua a girare boriosa nei Palazzi di questa città. Una città dove l'Arte più comune è quella di sacrificare i propri figli. Una città dove tutto è lecito se riesci ad ungere gli ingranaggi giusti, magari con olio di percolato...

Conversano sveglia! I tuoi figli continuano a cadere mentre resti addormentata a guardare la serpe trionfare. Quando deciderai di abbandonare il torpore? Quando vedrai le strade lastricate di tombe e dolore? Quando per guardare il volto dei tuoi cari non ti resterà che volgere al passato gli occhi in lacrime?

Raccogli il tuo coraggio, schiaccia la serpe e caccia via tutti i traditori. Non sono stati mai realmente tuoi Figli. Non ti hanno mai considerato madre ma pubblica moglie da barattare alla prima occasione. Incomincia, allora, a fare un po' di pulizia in casa, non permettere a nessuno di sporcare il tuo nome.

Fa' che ti si ricordi come la Città che ha sconfitto il potere oscuro dei cosiddetti signori; che ha rotto l'omertà degli eletti del popolo che si son venduti per delle briciole, avanzate ai "raccoglitori di letame".

Fa' che ti si ricordi come la Città che ha difeso i suoi figli, dando un futuro senza serpi striscianti. Che il coraggio, d'ora in poi, abbia la faccia di ogni cittadino che avrà imparato a ribellarsi contro qualunque sopruso perpetrato da questa gentaglia, qualsiasi ruolo essa abbia, politico o imprenditoriale.

Il Delinquente

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