Il Delinquente

Il Delinquente

martedì 7 gennaio 2014

La Divina Commedia Conversanese. Limbo

L'antico Guerriero

Di sordi e vili il paradiso non s'impregna
sol di guerrier si degna.
Profeti in lotte sante caduti
qui son benvenuti.
Come il bolognino natio
che l'infida belva con strepitio
per un triennio cavalcò e domò.
E ogni lusinga rifiutò
pria che 'l tradimento
segnò suo e nostro fallimento.
Eppur l'animo fiero restò:
ancor ferito la testa rialzò
e a inveir con ardore continuò.


Cos'è successo a questo regno
patria di un degno?
Or che tutti sanno
qual è 'l tremebondo danno 
di guerrier non si veste panno?
Non ombra di valoroso
che lo sterco non abbia corroso?

Di queste cose si davan pensiero
l'alma assorta e l'antico guerriero,
che la nona decade del secolo scorso
l'intera massa aveva smosso.
Nel mentre qual forestiero
mister Bis e 'l scudiero
restavan dietro la roccia celati
ad ascoltar codesti afflati.


Ancora mi tocca,
dopo anni di lotta,
udir le disperate strida
di chi seconda morte grida?

Le genti che guidasti nella Gran Protesta,
per fame o disdetta,
han perduto il ben de l'intelletto:
scegliendo facil diletto
rinunciaron, né fedeli né ribelli,
a rischiar le proprie pelli.

Nulla dunque insegnai
ai compagni che tanto amai?
Temer si dee di sole quelle cose
che non son paurose!
L'ingordigia dei potenti
va consegnata ai venti.
Degli usurpatori  'l vanto
va trasformato in pianto!
Gente senza senno!
Or che non c'è più 'l mio cenno,
a destar la vostra coscienza
per lottar contro la lombarda semenza,
avete deciso di dormire
vendendovi l'avvenire?
Iniziate, dunque, a contar i frati sui palmi
e non dimenticate i vostri salmi!

Anche per lor vili dovran pregare 
e nella grazia del ciel contare,
ché i fardelli di lor pene 
ai posteri han donato come iene.
Il mal non teme guerriero che s'addorme
e intrepido e sicuro lor risponde:
"Il sommo odor vi ha regnato 
ed io per voi a Re son consacrato".

O anime che vi dannaste
perché combatter l'animale non osaste?
Temevate affanno
o non facil guadagno?

Antico guerriero, parol di fiele
deve ingoiar chi meriterebbe miele!
Rimembri il Tordo, del Fiocco amico
che a campeggiar s'era deciso?
Arguta da che parte la pecunia stava
casacca e padrone cambiava.
E quello che amico pria appellava
tosto alle spalle ammaccava.
Fedel servitore qual sol i cani
si inchinava ai lombardi mani. 
Di mala coi suoi sgherri s'addobbava
e lo sterco nel forzier accumulava.

Sventurata terra di falsi profeti
e di eroi ciechi!
Ora qual senso ha pregare?
Vano è ogni tentativo di rimediare.

Ed infatti le colpe dovran spartire
come in vita lo sterco piacque seguire:
case, terre e potere
vantavan le indegne pantere,
e sulle genti senza più certezza
forgiaron agio e fortezza.
Orbene, c'è una crepa in ogni battaglia
ed è da lì che la luce abbaglia:
svela mille e ancora mille verità
di chi fu mosso da falsità.


L'antico guerriero ancora provato
da quanto avea ascoltato
voltò il capo verso la roccia
e scorse dei pellegrini l'ossa.
Come da vespa punto
scagliò anatema e disappunto:
«Guai a voi, anime prave!
Non isperate mai veder lo cielo:
i' vegno per menarvi a l'altra riva
ne le tenebre etterne, in caldo e 'n gelo



Scusate... Chi Delinque è Delinquente... ?

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