Il Delinquente

Il Delinquente

martedì 31 dicembre 2013

La Divina Commedia Conversanese. Limbo

L'alma delinquente

Le due ombre
di viltade ingombre,
abbandonata l'oscura costa
quale mirabil giostra,
approdaron  illesi
tra color che son sospesi

Codesta rena,
in cui cessa legge terrena,
Limbo l'appella la vulgata,
ché ogni piaga è annegata.

Quivi i semi del tempo son gelati
ancor zefiro non li ha toccati
e, alle anime in attesa, è diletto scrutare
di quali è fato germogliare.
Non esiste sentenza o giudizio:
l'erta del perdono ha inizio.

Stupore colse Mister Bis e scudiero
chi videro sul loro sentiero.
In un cantuccio posava
un'alma che i giorni contava,
a mirar lo cielo s'attardava
come chi sull'uscio di bottega
rigurgita colpa e pena.
Antico spirto in sembianza quieta,
né triste né lieta,
parea aver cucito a seta
un amaro sorriso 
per come il mondo l'avea deriso.

E ancor più meraviglia
scosse dei pellegrini le ciglia
quando, ripiegati dietro ascosa roccia,
ascoltaron la favella sorta
come veleno dall'alma assorta:

«Discesi più volte nell'oscuro mondo
dove 'l conforto è secondo
e virtù divina
ignora chi cade in rovina.

Subì del ricordo il tormento
senza gemere un lamento,
convinto che 'l talento
fosse altrui cimento.

Ma le trenta primavere vicine
varcai la linea sottile
che all'onesta via mena,
senza legami né catena.

L'anima di errori stanca
intraprese via franca
con tanto buon ardire
che ora difficil mi è proseguire.

Orbene, percorrendo l'alte sfere 
peggior fango ebbi a vedere
e ciò che 'l mio cor chiaro tinse
la mano in polvere nera strinse.

Eppur non restai alla strage muto
ché l'onore non l'ho mai venduto:
discendo da stirpe che pretende altre cose,
non uccide figli e spose.

Osai tutto ciò che d'uomo è degno
senza domandar in cambio pegno:
quando la Bestia da vicino ripresi,
e 'l terribile disastro compresi,
orror mi mosse a parlare
con chi ritenevo alto dignitare:
ancor delitto era nascosto
e al primo giaguaro mi feci costo,
con la retta convinzione
che io, dello scempio testimone,
potessi esser della Comune da ispirazione

Misero me! Ne uscì smarrito
per aver nel ciel udito
del gallo il triste avviso:
non tre volte fu il canto necessario
per stender fatal sudario:
una bastò allo sciacallo
per farmi cader in fallo
Mille volte trenta denari e nessuna corda,
per quella fiumana ingorda,
fu la ricompensa per il complotto
che la mia vita ha interrotto.

Ed ancor si fan vanto
d'aver delle parole fatto mutamento
per evitar il cambiamento
e alla Bestia dar giovamento.

Ora, quale giocattolo rotto,
che è venuto a noia del signorotto,
non mi resta che favellar del vuoto
non sopportando il fiorir del loto.

Poveri genti che a gemer v'apprestate
non solo ai tre sommi il dito puntate, 
ma il coraggio di girar gli occhi abbiate
e molti di voi fratelli all'Averno ammirate».



Scusate... Chi Delinque è Delinquente... ?

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