Non si può parlare della Discarica Lombardi senza iniziare
dalla «Conca d'Oro», il soprannome che i contadini avevano dato a Contrada
Martucci per indicare la presenza di terra fertile.
Terra preziosa anche per chi, in anticipo su tutti, aveva compreso
che quella risorsa si poteva piazzare facilmente sul mercato.
Fu questo il caso della ditta molese di Giovene che comprò alcuni campi
dai contadini, estrasse la "terra
rossa" e la rivendette con i dovuti guadagni.
Esaurita l'attività di scavo restò lo scheletro, una miniera
per Paolo Lombardi che, ora, aveva
un posto dove, pagando a Giovene pochi milioni di lire al mese, poteva
depositare la spazzatura che raccoglieva da
Mola.
Questo accordo tra Giovene e Lombardi durerà fino al 1986,
anno in cui nascerà la Lombardi Ecologia
srl, società che, acquistata la "cava Giovene", con lo
stratagemma che ascolterete, otterrà l'autorizzazione ad esercitarla come
discarica privata.
Nei primi due anni di esercizio della "discarica
Lombardi", ovvero fino alla fine del 1988, il mio compito era quello di
custode. All'epoca non sapevo nulla né di cosa fosse una discarica né di quali
rifiuti potessero essere smaltiti lecitamente...
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