Oggi la verità scarseggia proprio perché
il potere è ben custodito nelle mani di chi si affretta ad esibire il proprio
petto di brava persona; di chi sfrutta
ogni pubblico palco per mettere a lucido la buona
coscienza (possibilmente a favore di telecamera e con le giuste veline
nella mano destra, quella del portafoglio).
Queste
stesse brave persone, quando sono
diventato scomodo, non hanno pensato due volte ad etichettarmi come delinquente o a definirmi, nell'ombra
delle proprie stanze o nei corridoi dei Palazzi, come uno scarto da manicomio.
Nessuna
sorpresa: quando spezzi il filo che ti ha legato agli onorevoli membri della società, devi aspettarti che cerchino di
screditarti in ogni modo. Devi aspettarti che ti dicano: "La mia parola di
onesto cittadino contro la tua parola
di delinquente...".
Non
è consigliabile darti spazio e credito: possono venir fuori nomi e circostanze indigeste,
difficilmente spiegabili.
Sia
chiaro, non ho mai chiesto di cancellare il mio passato, magari fingendomi un
uomo integerrimo che è stato raggirato e, d'improvviso, ha ritrovato la retta
via. Io, a differenza di altri, ho pagato ognuno degli errori che ho commesso.
Non
ho debiti nei confronti di nessuno e questa è una ragione sufficiente per
decidere di continuare a raccontare la mia
verità, mettendo a nudo l'ipocrisia e l'arroganza di chi, pur avendo le
mani sporche, si sente al riparo da ogni giudizio.
Accetto,
dunque, la vostra etichetta di delinquente...
ma se tale mi volete... almeno consentitemi di farlo a modo mio, rubando dai vostri armadi gli scheletri
che custodite gelosamente.
Chi delinque è delinquente?
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